In Madagascar, gli attentatori comoriani?

Il 23 maggio il quotidiano online “Africa express”, diretto da Massimo Arturo Alberizzi, ha dato notizia di un tentativo di attentato presidenziale alle Comore. Poichè, come si riferisce, alcuni responsabili dei fatti si sarebbero rifugiati in Madagascar, ci sentiamo in dovere di richiamare il puntuale servizio, a firma di Cornelia I. Toelgyes. Segue l’incipit dell’articolo «Tentano di ammazzare il presidente: 19 arresti alle Comore», che spiega anche la deriva dittatoriale del Governo locale, e il clima di terrore politico che si respira.

«Le autorità dell’Unione delle Comore hanno arrestato 19 persone ieri mattina, con l’accusa di appartenere a una “organizzazione prettamente terrorista”, altri componenti del gruppo sono attualmente ricercati in Francia e Madagascar. Secondo quanto riportato da un magistrato dello Stato insulare – che comprende 3 isole (Grandi Comore, Anjouan e Moheli) e si trova nell’estremità settentrionale del Canale del Mozambico, nell’Oceano Indiano – l’organizzazione avrebbe tentato di far esplodere l’aereo presidenziale lo scorso 19 aprile. Mohamed Abdou, procuratore alla Corte per la sicurezza dello Stato ha fatto sapere che gli arrestati avrebbero tentato di introdurre una bomba artigianale, provvista dispositivo azionabile a distanza, nell’aeromobile che il 19 aprile portava il dittatore Azali Assoumani dall’isola di Anjouan a quella di Mohéli».

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