Fake news, il Madagascar va di moda

Il Madagascar e il suo presidente, Andry Rajoelina – dopo la presentazione del Covid-Organics, ossia il medicinale fitoterapico a base di artemisia, contro il coronavirus – sono stati presi di mira dai fabbricanti di bufale. Alcune indagini hanno scoperto che i profili Facebook più coinvolti nella diffusione virale di queste fake news, apparterrebbero a giovani della Repubblica democratica del Congo. Più complesso definire i mandanti, ma la crociata della Casa Bianca contro l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), fornisce una pista. Invero dell’unica tra le cinque “bufale malgasce”, che ha avuto risonanza mondiale – quella sull’abbandono dell’Oms da parte del Madagascar – abbiamo scritto.

Giova però rammentare anche le altre, per farsi un’idea del fenomeno. Il presidente russo Vladimir Putin avrebbe richiesto un milione di pozioni di Covid-Organics, invitando gli africani a non seguire le indicazioni dell’Oms: falso. Del resto sinora Mosca ha sempre difeso l’operato dell’agenzia. E ancora. Missione del Governo del Gabon in Madagascar, per ordinare Covid-Organics: falso. Proseguiamo. Rajolina dichiara che l’Oms gli avrebbe offerto 20 milioni di dollari per avvelenare il prodotto fitoterapico: un falso. E infine: Rajoelina afferma che Cina e Stati uniti gli avrebbero offerto «milioni», per immettere veleno nel farmaco all’artemisia.

Un falso, neppure troppo intelligente.

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