Russi in Madagascar, il reportage vince il Pulitzer

Gaëlle Borgiafreelance francese di origini malgasce, che tra le altre cose è corrispondente in Madagascar per “France 24” e “TV5 Monde” – ha ricevuto il Premio Pulitzer per il reportage – pubblicato sul “New York Times” – dedicato all’interferenza russa durante le ultime Presidenziali nel Paese insulare. Anche noi, il 9 gennaio, avevamo accennato alla maxi-inchiesta del quotidiano statunitense, nell’articolo «Madagascar e Russia, facciamo il punto». Una storia a cavallo tra geopolitica, spionaggio e colore, che vale la pena conoscere, e che la giornalista residente nell’Isola rossa dal 2011 ha efficacemente descritto, insieme al collega Michael Schwirtz.

La freelance dopo la vittoria ha detto: «Partecipare a un’indagine di questo livello per il “New York Times” rappresentava già una consacrazione per me, quindi il Premio Pulitzer… mi sembrava così irraggiungibile che non rientrava nei miei obiettivi». Il bel servizio dedicato ai russi in Madagascar («How Russia meddles abroad for profit: cash, trolls and cult leader», pubblicato l’11 novembre 2019) faceva parte di una serie di sei reportage, con cui il giornale di New York ha indagato sulle operazioni esterne della Russia di Vladimir Putin. Inizialmente Borgia doveva limitarsi a supportare Schwirtz, ma poi il suo lavoro sul campo è risultato decisivo, specie per l’intervista all’ex presidente Hery Rajaonarimampianina.

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