La malaria torna alla carica – 2

(Continua). A giudizio del critico funzionario del Ministero della Salute pubblica, «la lotta contro la malaria è ancora in attesa di finanziamenti stranieri, e le donazioni ricevute consentono solo lo svolgimento di campagne terapeutiche: sia mediante donazioni di test diagnostici rapidi, e farmaci, sia con campagne di sensibilizzazione, affinchè la popolazione si curi nei centri sanitari, e rispetti le misure di prevenzione della malattia: facendo le pulizie per cacciare le zanzare, vettore dell’epidemia». Ha quindi ribadito «la scarsità di finanziamenti per il controllo dei vettori, che consiste nell’eliminare le zanzare attraverso campagne d’irrorazione d’insetticidi. Tuttavia il controllo vettoriale, la consapevolezza dei cittadini, e anche la cura, sono tre fattori interdipendenti e determinanti per l’eradicazione della malaria».

Il Ministero della sanità pubblica poi ha notato un aumento della malaria in 12 Distretti. Si tratta di Vaingaindrano, Sakaraha, Ambato Boeny, Morombe, Ikalamavony, Beroroha, Mitsinjo, Andilamena, Mahajanga II, Betafo, Toliara II e Maroantsetra, secondo il rapporto della Direction de la veille sanitaire, de la surveillance épidémiologique, et de la riposte (Dvsser). Risulta, infine, che il coronavirus stia aumentando il tasso di letalità della malaria, perché – per paura della pandemia – molti malati di paludismo non si recherebbero in ospedale.

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