Coronavirus e medicina tradizionale, il Madagascar ci prova

In Madagascar verranno condotti studi clinici – basati sulla medicina tradizionale – per la cura del coronavirus. Col consenso del paziente – è una sperimentazione clinica – gli verrà somministrato un nuovo farmaco fitoterapico: una miscela di oli vegetali ed essenziali, a base di erbe e piante medicinali, originarie del Paese. Nel corso della relativa cerimonia è intervenuto anche il presidente Andry Rajoelina, che ha preannunciato la costruzione di uno stabilimento farmaceutico ad hoc – arricchito di competenze straniere – grazie ai finanziamenti della Banca mondiale. Di fronte al crescente numero di contagi, ha affermato che «il Madagascar è pieno di importanti riserve di oli essenziali», ordinando la sospensione dell’esportazione «di tutte le piante medicinali utili per il trattamento di covid-19, a causa della bramosia che all’estero potrebbe manifestarsi».

Durante l’evento, le aziende che esportano rimedi fitoterapici (riunite nel consorzio Gehem – Groupement des exportateurs d’huiles essentielles, extraits et oléorésines de Madagascar), hanno consegnato alle Autorità la suddetta miscela, e il relativo protocollo. Secondo gli esperti, «la terapia porta al recupero entro sei giorni». Per il momento, la capacità produttiva del farmaco è stimata in 500mila flaconi al giorno, mentre le piantagioni interessate si trovano nell’area delle Hautes terres de Madagascar.

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