Madagascar e mobilità urbana, bajaj avanti tutta

Il trasporto urbano malgascio punta sempre più sui tuk tuk, i motocarri a tre ruote in funzione di taxi: il modello inaugurato nel 1948 da Piaggio, con l’Ape. E in effetti le vie delle città malgasce sono piene di Piaggio Apé (con l’accento), di colore giallo, importati dall’India. E tuttavia sono presenti anche tricicli (3-ruote) di altre case, in primis dell’indiana Bajaj: un dettaglio importante, giacchè questo termine – per il fenomeno noto come volgarizzazione del marchio – è usato per indicare ogni tuk tuk, anche gli Apé della concorrente Piaggio. L’irresistibile avanzata dei tuk tuk possiamo dedurla da varie notizie di cronaca che vanno in questa direzione, e più indizi fanno una prova.

Intanto, poche osservazioni: l’onnipresenza dei tuk tuk ad ogni ora del giorno – il che li rende un servizio molto comodo – e la tariffa fissa per ogni tratta, (che è abbastanza contenuta, ed è pari a 1.000 ariary, ossia un quarto di euro). Infine va segnalato che possono trasportare sino a tre passeggeri, anche se in tempi di coronavirus sono stati ridotti a due. La prima notizia, di pochi mesi fa, riguarda l’apertura di una fabbrica di tuk tuk da parte della Bajaj, (in collaborazione con Global motors Madagascar). L’azienda, che si dice molto forte nell’area costiera del Paese, in passato ha collaborato con la casa di Pontedera, ottenendo la licenza per fabbricare la Vespa.

(Continua).

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