Il fascino della lamba, anche all’estero

Negli ultimi tempi si assiste, all’estero, a una valorizzazione degli elementi etnici e culturali del Madagascar. E se dovessimo indicare l’input di questa svolta, punteremmo l’indice sulla mostra “Madagascar, arts de la Grande Ile”, che ha dominato i saloni del Musée du quai Branly-Jacques Chirac di Parigi, negli ultimi mesi del 2018. Dal allora, solo per fare un esempio, è cresciuto in modo esponenziale l’interesse del mondo della moda per gli abiti tradizionali malgasci, e in particolare per la lamba, il capo principale del vestito tipico del Madagascar. E ne vogliamo parlare, trattandosi di uno dei simboli del Paese, non meno dei lemuri o del baobab.

La principale caratteristica di questa sorta di mantello – di cui esistono vari tipi, e che indossano sia uomini sia donne – è che è fatto per accompagnare la persona in ogni attimo della vita, e spesso anche dopo la morte. Infatti, può essere indossato durante il giorno, lo si usa di notte per coprirsi, le ragazze ci avvolgono la vita per ballare. Nelle regioni costiere, spesso le donne ne indossano una variante, detta lambahoany: un telo rettangolare di cotone, molto colorato, che può essere legato sotto le ascelle, alla vita, oppure intorno alla testa. Come accennato, ne esistono svariati tipi, e il più noto è la lamba arindrano: questa ha la funzione di abito cerimoniale per nobili, ricchi e anziani.

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