Madagascar, snodo del narcotraffico

Madagascar, 6 dicembre 2019. Presso la Cour criminelle ordinaire del Pôle anti-corruption (Pac), si è svolto un processo che ha destato interesse. Non eravamo online, e quindi solo ora cerchiamo di darne conto. Ebbene, una venezuelana 32enne è stata condannata, per traffico di droga – segnatamente per aver importato cocaina – a cinque anni di reclusione, e quasi 239mila euro di multa. La sanzione, va specificato, è stata commisurata al valore di mercato dello stupefacente sequestrato, del peso di un chilo e 285 grammi. Le cronache segnalano la drammaticità della lettura della sentenza, con l’imputata quasi svenuta a gridare che non avrebbe potuto pagare la somma.

Questa ha negato l’accusa, sostenendo di essere stata ingannata alla partenza dal Brasile e di essere solo una vittima: qualcuno le avrebbe messo la sostanza in valigia, a sua insaputa. La donna è giunta con visto turistico, dal Paese sudamericano, nel novembre 2018: via Addis Abeba, con un volo Ethiopian airlines. Il Madagascar non produce droghe pesanti, che provengono principalmente, via aerea e marittima, dal Brasile (cocaina), dal Pakistan e dall’Afghanistan (eroina). E’ quindi uno snodo, un Paese di transito – giudicato invero poco rischioso dai trafficanti – e le destinazioni finali di consumo sono Europa, Canada, Seychelles e Mauritius.

I muli che giungono nel Paese insulare, guadagnano in media 5.000 dollari.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...