Madagascar, le “quattro” pietre preziose

In tempi di discussioni sull’approvazione del Code minier, si torna a parlare, sui media del Madagascar, del settore legato all’estrazione delle pietre preziose. Un comparto ultimamente uscito dai riflettori, sia perchè oscurato dalla corsa all’oro (meno di nicchia), sia perchè – causa commerci illegali e informali – non riesce a produrre entrate considerevoli. Premessa: se la Grande-Île ospita una straordinaria biodiversità a livello di flora e fauna, non meno sorprendenti sono le sue ricchezze minerarie. Il mercato delle gemme si concentra soprattutto su quattro di esse: zaffiro, smeraldo, rubino e diamante.

Quando si parla di pierre précieuse in Madagascar, a vinire in mente per primo è il classico zaffiro blu, tuttavia il Paese è uno dei maggiori produttori mondiali di zaffiri rosa. I più importanti giacimenti – l’estrazione è essenzialmente artigianale – sono nella zona di Ilakaka, nel Sud-Ovest dell’Isola. Un discorso a parte merita lo smeraldo: lo smeraldo malgascio è di un verde saturo, e questa particolare colorazione ha dato il nome al paradisiaco Mer d’Émeraude, vicino ad Antsiranana. I giacimenti si trovano soprattutto ad est di Kianjavato. Il rubino, qui caro come nel resto del mondo, si estrae più che altro nella Provincia di Andilamena (nord-est di Antananarivo).

Le zone diamantifere si trovano presso Andohamasoandro, Tsiazomboalavo, Nosy-Varika, Mandritsara.

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