Monta il caso Demoina, #FreeKen #Colombe – 2

(Prosegue). Prova, secondo la giovane, di una giustizia ingiusta. «È scandaloso che la madre non abbia difeso sua figlia dall’incesto», ha detto Noro Ravaozanany, ex presidente del Consiglio nazionale delle donne del Madagascar. «Volendo presentare una denuncia per stupro, Fyh ha infranto il segreto familiare, l’ultimo tabù del Madagascar, che è al centro della violenza contro le donne. È una vendetta da parte della madre e un modo per nascondere le accuse di incesto e stupro». La 33enne Domoina è in attesa dell’udienza del 10 aprile. L’annuncio dell’arresto ha originato molti messaggi di protesta sui social, in cui gli autori si fotografano facendo la “L” di “Libération”, e scrivono gli hashtag #FreeKen o #Colombe (Domoina in francese).

La mobilitazione è cresciuta tanto, che è nato un comitato di supporto, i cui membri portano cibo e vestiti alla donna reclusa. L’attivista Marie Christina Kolo ha dichiarato che «siamo stati contattati da religiosi che vogliono “guarirla”. E alcuni ci accusano di promuovere l’omosessualità». I politici invocati dal comitato hanno preferito non impegnarsi pubblicamente nella causa, giudicata divisiva, mentre i sostenitori di Domoina e della giovane Fyh hanno subito insulti, minacce di morte e molestie sul web. Perché se la legge non punisce l’omosessualità in quanto tale, è la società che la condanna fermamente.

Ecco il video sulla vicenda.

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