Governo, riformare le Forze armate

Il Governo dell’Isola dei lemuri – presieduto dal premier Christian Ntsay – ha deciso: le Forze armate locali – le Forces armées de Madagascar – devono essere riformate. Secondo lui è difficile lavorare con gli schemi del 1960, anno dell’indipendenza. E’ vero che le sfide del Paese sono molte: basti pensare ai circa 4.800 chilometri di coste, e alle tensioni geopolitiche crescenti. E tuttavia non si può qui fare a meno riportare commenti ironici apparsi sui media: «Ci sono più generali, rispetto ai soldati. Un budget enorme per andare a fornire armi ai banditi? Un Esercito che ha ucciso migliaia di cittadini e non un singolo nemico straniero. Perché non ce n’erano». Va tuttavia ricordato che sono ormai lontani i tempi della Rivoluzione socialista – quella del presidente Didier “Deba” Ratsiraka – costituita da «mpitolona manao fanamiana», (i “militanti in uniforme”).

 

Oggi i militari frequentano varie accademie militari, sparse nel mondo. Adesso le Forze armate contano su circa 13.500 effettivi, cui devono essere aggiunti gli 8.100 membri della Gendarmerie: corpo militare con compiti di ordine pubblico. L’Esercito propriamente detto – decisamente mal equipaggiato – è costituito dai 12.500 uomini dell’Armée de terre, cui si affianca un altro migliaio, appartenente alla Marine de guerre e all’Armée de l’air. L’Aeronautica dispone solo di velivoli da trasporto e comunicazione.

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