Il discorso di père Pedro

Il 6 gennaio il sacerdote argentino Pedro Pablo Opeka – missionario in Madagascar, e fondatore della comunità di Akamasoa a pochi chilometri dalla Capitale – ha rilasciato un comunicato dall’importante valore programmatico. Ne facciamo cenno, seppur con ritardo, per specifiche ragioni. In primis père Pedro (dopo la visita di papa Francesco nel settembre 2019), ha ottenuto una grande popolarità. Accresciuta anche dalla circostanza che fu alunno del Pontefice stesso, presso il Centro Loyola di San Miguel, nella Grande Buenos Aires. In secondo luogo, va rilevato l’attestato di stima nei confronti del presidente Andry Rajoelina, di cui riporta una frase del discorso d’insediamento: «Non sto promettendo, ma facendo un giuramento con voi e lo adempirò».

 

Infine, questo cenno ci permette di farne un altro, relativo questa volta alla struttura della Chiesa cattolica locale. E’, infatti, curioso sapere che il presidente della Conferenza episcopale malgascia – ossia il cardinale Désiré Tsarahazana, arcivescovo di Toamasina – è soprattutto noto per aver lanciato, nel giugno 2018, un duro attacco contro la presunta islamizzazione del Madagascar: «L’aumento dell’islamismo è palpabile. È un’invasione! Con denaro proveniente dai Paesi del Golfo e dal Pakistan, le persone sono comprate: ci sono giovani che vanno a studiare in Arabia saudita e quando tornano in Madagascar, agiscono come imam».

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