Il punto del Rapporto Amnesty

Per inaugurare il tema del rispetto dei diritti umani in Madagascar – questione che riprenderemo e ci accompagnerà in futuro – non si può partire che dal Rapporto di Amnesty International. La cui lettura, si raccomanda. Va premesso che l’ultimo testo facilmente reperibile in Rete è ormai datato: se comunque il “Rapporto annuale 2017-2018” è, per certi aspetti, superato, per altri – come la tragica situazione nelle carceri dell’Isola – è drammaticamente d’attualità. Tra l’altro, la disumanità del sistema penitenziario rappresenta la principale battaglia di quest’organizzazione nella Grande Île. Segue l’inizio del capitolo sul Madagascar.

 

«Nel Paese la povertà era diffusa e l’accesso a cibo, acqua, assistenza medica e istruzione era limitato. Il sistema penitenziario del paese era ancora caratterizzato da condizioni pessime e da un eccessivo ricorso alla custodia cautelare. Le Autorità hanno continuato a utilizzare il sistema giudiziario penale per vessare e intimidire difensori dei diritti umani e giornalisti e limitarne la libertà d’espressione, colpendo in particolare coloro che erano impegnati in tematiche ambientali e nella corruzione. Contesto. È proseguita per tutto l’anno nelle aree rurali e urbane del Paese un’epidemia di peste polmonare, il cui primo focolaio è stato segnalato ad agosto. Tra il 1° agosto e il 22 novembre sono stati registrati 2.348 casi di contagio».

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