Acquedotto di Antananarivo, finanziamento europeo

Gli storici problemi di approvvigionamento idrico, nella Capitale del Madagascar, Antananarivo, potrebbero svanire. E ciò potrà avvenire soprattutto grazie a un finanziamento dell’Unione europea – pari a 65 milioni di euro – sbloccato nei giorni scorsi, dopo un trattato firmato dal vicepresidente della Banca europea per gli investimenti (Bei), e dal Ministro dell’Economia e delle finanze, Richard Randriamandranto. Presenti alla cerimonia della firma anche il capo dello stato Andry Rajoelina – che ha esultato su Facebook per l’accordo – e l’ambasciatore dell’Unione europea nel Paese, l’italiano Giovanni Di Girolamo. Quest’ultimo, in carica da settembre 2018, proveniva dall’ufficio d’incaricato d’affari a Panama.

 

Vediamo i dettagli dell’operazione – nota come progetto Tana Water III – il cui valore complessivo ammonta a 74 milioni di euro. 35 milioni corrispondono al prestito della Bei allo Stato insulare, 27 sono una donazione dell’Unione europea, mentre 3 il contributo per l’assistenza tecnica. Il Governo locale interviene con 6,5 milioni, e i restanti 2,5 sono il contributo dell’organizzazione non governativa Wsup (Water & sanitation for the urban poor). In particolare, si amplierà una stazione di perforazione, se ne costruiranno altre tre, e si migliorerà il sistema di depurazione. A regime, si dovrebbe far sì che la Capitale riceva 100mila metri cubi di acqua il giorno.

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