Il Madagascar e i Patrimoni dell’umanità Unesco

In molti si chiederanno quali e quanti Siti patrimonio mondiale – quelli riconosciuti e tutelati dall’United nations educational, scientific and cultural organization (Unesco) – conti il Madagascar. Una domanda legittima, considerando la vocazione turistica, della Quarta isola al mondo. Andiamo però con ordine. Tutto ebbe inizio nel 1990, col riconoscimento e relativa protezione della Riserva naturale integrale di Tsingy de Bemaraha. Si trova nella Provincia di Mahajanga, non lontano dalla costa occidentale dell’Isola, e non è segnalata tra i Beni protetti in pericolo. L’ultimo riconoscimento risale invece al 2007: si tratta delle Foreste pluviali di Atsinanana, che dal 2010 sono segnalate in pericolo.

 

In particolari sono a rischio di estinzione le specie animali che le popolano, in primis i lemuri. Questo Patrimonio dell’umanità consiste in un sistema di sei parchi nazionali: si trovano nella fascia orientale del Paese, ma spesso a distanza considerevole tra loro. Il secondo riconoscimento, del 2001, riguarda invece la Collina reale di Ambohimanga, che la popolazione locale chiama Collina blu. Si tratta in questo caso di un tipico Patrimonio culturale e archeologico, che si trova a pochi chilometri da Antananarivo. In particolare si tratta di un villaggio fortificato, con antiche abitazioni e tombe della famiglia reale. Ha un valore sacro per tutta la popolazione.

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