Mica, un’estrazione anti-etica

Novembre 2019: si è trattato del Madagascar – sui media internazionali – anche per una vicenda di sfruttamento del lavoro minorile. Il 15 di quel mese un report dell’organizzazione non governativa (ong) Terre des hommes ha di nuovo puntato il dito sul triste fenomeno delle migliaia di bambini, occupate nell’estrazione della mica: un minerale usato per svariati usi industriali. Tra l’altro, in queste miniere non si rispettano i minimi standard dei lavoratori, che sarebbero a rischio soprattutto per l’inalazione delle polveri sottili. E non dimentichiamo che, del minerale, il Continente rosso ne è il terzo esportatore mondiale. Segue l’inizio dell’articolo – pubblicato sul sito della filiale italiana dell’ong – dedicato alla diffusione del report.

 

«11.000 bambini in Madagascar estraggono la mica per i mercati occidentali. In Madagascar il 50% dei lavoratori che estraggono la mica ha dai cinque ai 17 anni. Questo minerale con proprietà uniche di brillantezza, isolamento e resistenza al calore, è molto richiesto per la manifattura d’innumerevoli prodotti, dall’industria automobilistica alla cosmetica. […]. La ricerca appena pubblicata da Terre des hommes Olanda “Child labour in Madagascar’s mica sector” […] evidenzia come le condizioni di lavoro siano durissime e i bambini respirino costantemente polveri sottili, ricavando un compenso di appena quattro centesimi di euro al chilo».

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